DAGO BUSINE$$ - SENZA FAZIO LE BANCHE ITALIANE SONO PIÙ APPETIBILI - TUTTI CONTRO L'ABI - TIME WARNER, JEFF BEWKES NUOVO PRESIDENTE - BEN AMMAR: MI ALLEO CON MURDOCH - TELECOM E MEDIASET PER EUROPA TV? NON È COSA -PRESTITO PER MARCEGAGLIA. 1 - DOPO FAZIO: PER MORGAN STANLEY LE BANCHE ITALIANE SONO PIÙ APPETIBILI. (ANSA) - Le dimissioni del Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, avranno effetti ''rilevanti'' sul settore creditizio del Paese. Lo afferma Morgan Stanley che sottolinea come ''l'interesse delle banche straniere crescerà'' e potrebbero ritornare in campo offerte che in passato non hanno avuto successo, come ad esempio, quella del Bbva su Bnl. Modeste invece saranno le conseguenze del passo indietro del Governatore sulla politica monetaria. Conseguenze che dovrebbero restare ''marginali''. Il crescente interesse degli stranieri potrebbe inoltre spingere le banche locali a consolidare le proprie posizioni e a organizzarsi per crescere. Tutto cio' allo scopo ridurre il rischio di scalate in futuro: ''senza l'ombrello di Banca d'Italia, le banche potrebbero essere piu' attive nella strada del consolidamento''.
Morgan & Stanley coglie l'occasione per analizzare le partecipazioni e gli incroci azionari di alcuni istituti italiani, come Banca Lombarda, Capitalia, Mediobanca, Banca Intesa, Banca Carige. In reazione alle dimissioni, sebbene le banche di media grandezza sono tutte controllate da un patto tra gli azionisti o da alcuni azionisti che hanno il controllo dell'istituto, le offerte provenienti dai terzi potrebbero mettere sotto pressione questi patti. Un altro elemento va sottolineato: ''in un mercato frammentato, ognuno puo' essere un acquirente o un bersaglio''. E dunque il ruolo dei management sara' ''cruciale''. Secondo Morgan Stanley Intesa, Mediobanca e Capitalia sono attualmente guidate da un management forte.
Tra gli altri aspetti del dopo-Fazio analizzati da Morgan e Stanley, il toto nomine. All'interno della rosa che comprende Mario Draghi, Tommaso Padoa-Schioppa, Domenico Siniscalco, Vittorio Grilli, Mario Monti, Lorenzo Bini-Smaghi e Giuliano Amato, Morgan Stanley ritiene che in ogni caso ''i mercati dovrebbero muoversi piu' liberamente''. In piu' il processo di riforma del risparmio ''ha avuto un colpo di acceleratore grazie proprio alle dimissioni del Governatore.
2 - SINDACATI CONTRO ABI: DOPO I SILENZI SCELTE INCOMPRENSIBILI. (ANSA) - Per i sindacati bancari Dircredito, Falcri, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil e Uilca, nella vicenda Bpi ''sarebbe stato indispensabile che l'Abi intervenisse per tempo con una posizione chiara ad indicare le singole specifiche responsabilita' ed a sostegno delle imprese bancarie e della loro credibilita', integrita', onesta'. Viceversa, ''dopo un lungo assordante silenzio, Abi comunica che intende sospendere Bpi dalle sue associate e si riserva una eventuale azione legale. Che strano - commentano i sindacati - l'Abi sospende un' azienda che ha avviato un difficile e pesante piano di risanamento, ma fino a qualche tempo fa eleggeva Fiorani vice Presidente dell'Associazione, nonostante le nostre denunce. Non si aiuta in questo modo Bpi e non si tutelano le banche''.
''Ancora una volta siamo costretti a sviluppare un'azione di supplenza rispetto alle manchevolezze di Abi. Per questo da giorni - ricordano i sindacati bancari - abbiamo avviato assemblee, comunicazioni alla clientela, manifestazioni per evitare che singoli casi patologici , ascrivibili ai comportamenti del top management, riverberino ombre e sospetti sul settore creditizio e per garantire nei loro diritti i lavoratori e i clienti di BPI. Il processo di risanamento e' avviato, i responsabili di scelte sciagurate rimossi, la banca e' capace di ripianare il mal fatto, i lavoratori hanno sempre agito nel rispetto delle regole e delle disposizioni interne. Ora - concludono - e' il tempo di ripristinare la fiducia tra i risparmiatori e serenita' tra i dipendenti. Vorremmo che tutti operassero in questa direzione''.
3 - "SOLE" CONTRO ABI: MESI DI SILENZIO NON SI CANCELLANO CON UNA INTEMERATA DOPO CHE FIORANI È STATO MESSO IN GALERA. www.dovlatov.typepad.com La Bpi ieri è stata sospesa dall'Associazione bancaria Italiana. La presa di posizione dell'ultim'ora dell'Abi contro il sistema Fiorani, non convince il Sole 24 ORE. Troppo facile. Continua così il rimpallo di responsabilità tra Industria e Banche riguardo i maggiori scandali finanziari del Paese (già visto nei casi Cirio, Parmalat e Bond argentini).
Ferruccio De Bortoli non si lascia sfuggire l'occasione e lancia in prima un breve ma avvelenato corsivo di Orazio Carabini, dal titolo "Quei mesi di silenzio", che: 1) ricorda all'Abi di aver nominato - soltanto nella primavera scorsa - l'esecrato Fiorani ad un importante incarico (il comitato per la riforma della Governance); 2) di aver quindi atteso un po' troppo prima di prendere le distanze: 5 mesi dalle intercettazioni telefoniche e soltanto a dimissioni rassegnate da parte del Governatore; 3) di aver calcato troppo i toni dimenticando velocemente che fino a ieri l'argomento era tabù: "Esprimo la massima esecrazione e la ferma condanna per i comportamenti di Bpi", ha dichiarato il presidente Maurizio Sella.
Scrive il Sole: "La sortita di ieri Sella se la poteva risparmiare. Mesi di silenzio o meglio di succube adesione alle posizioni del Governatore non si cancellano con una intemerata dopo che Fiorani è stato messo in galera; Fazio si è dimesso ed il Ddl risparmio viaggia verso l'approvazione a colpi di fiducia. C'è tempo per il coraggio ed un tempo per il silenzio."
4 - BEN AMMAR, ECCO PERCHE' MI ALLEO CON MURDOCH. (Adnkronos) - '' In un anno e mezzo abbiamo investito in Europa Tv oltre 30 mln di euro più altri 36 milioni per i diritti della serie B. Ma la raccolta pubblicitaria non decolla, siamo a 15-20 milioni nonostante gli ascolti siano molto buoni''. Lo afferma a ''La Repubblica'' Tarak Ben Ammar, patron di Sportitalia, spiegando perche' sta avvicinandosi a Murdoch portando la sua tv nel bouquet di Sky.
''Il mercato e' chiuso e l'Auditel non rileva gli ascolti delle reti tematiche. Come facciamo -dice Ben Ammar - a raccogliere pubblicità se non abbiamo un dato preciso sugli ascolti? L'Auditel è pesantemente influenzato dai colossi Rai e Mediaset e giustamente l'Agcom ha aperto un'istruttoria per capire i problemi dei piccoli''. ''Sportitalia - aggiunge - in chiaro resterà fino a giugno. Dal primo gennaio potranno vederela su Sky oppure sul digitale terrestre attraverso decoder''.
5 - TELECOM SMENTISCE BEN AMMAR: EUROPA TV CON MEDIASET NON CI RIGUARDA. (Ansa) - ''E' destituito di ogni fondamento quanto riportato oggi da alcuni organi di stampa in relazione a una possibile partecipazione azionaria di Telecom Italia in una societa' con Mediaset chiamata a gestire le sequenze in analogico cedute da Europa Tv''. Lo precisa la societa'. Secondo quanto dichiarato oggi dall'imprenditore franco-tunisino Tarak Ben Ammar a un quotidiano, Europa tv avrebbe intenzione di cedere le sue frequenze in analogico a una societa' controllata da Mediaset di cui manterrebbe il 20% e in cui entrerebbe anche Telecom.
6 - TIME WARNER, JEFF BEWKES NUOVO PRESIDENTE. Time Warner Inc., la più grande società di media del mondo ha promosso il 53enne Jeff Bewkes alla presidenza, facendo di lui il più probabile successore alla poltrona di Chief Executive sulla quale oggi siede Richard Parsons.
Bewkes, che prende il posto di Don Logan, che andrà in pensione, è l'uomo che dal nulla ha costruito HBO, il canale via cavo più visto d'America, produttore di successi come "I Soprano" e "Sex and the City". Avrà anche la responsabilità di America On-line (AOL), il cui 5% è stato venduto proprio ieri a Google per un miliardo di dollari e la cui gestione è la fonte di maggiori critiche da parte del celebre raider e azionista di Time Warner, Carl Icahn.
7 - MARCEGAGLIA OTTIENE PRESTITO DECENNALE DA 400 MLN DA 5 BANCHE. (Adnkronos) - Il gruppo Marcegaglia ha ottenuto un finanziamento decennale di 400 milioni di euro da un pool di cinque banche italiane. Il prestito, spiega una nota, servira' ad incrementare la quota a medio termine dell'attuale indebitamento e a sostenere lo sviluppo delle attivita' metalsiderurgiche del gruppo mantovano in Italia e all'estero, attraverso il potenziamento dei suoi stabilimenti di Ravenna, Forli', Gazoldo degli Ippoliti (Mantova), Boltiere (Bergamo), Praska (Polonia), Garuva (Brasile) e la realizzazione di un nuovo insediamento produttivo nell'Europa dell'Est.
Il finanziamento al gruppo Marcegaglia e' stato erogato da Banco Popolare di Verona e Novara (come arranger), Capitalia (quale co-arranger), Unicredito, Banca Intesa e Istituto San Paolo di Torino, con l'assistenza dello studio legale Ashurst di Milano.
Dagospia 22 Dicembre 2005
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